Bio-Sketch
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Sono nata nel secolo scorso a Gattinara. Oltre a includere un’allusione ai gatti (per i quali infatti stravedo), mi diverte precisare che il nome del paese alla cui anagrafe son registrata (e dove non ho mai vissuto) muove fascinose suggestioni: città del cardinale Mercurino, cancelliere dell’imperatore Carlo V, Gattinara dà il nome a un sontuoso vino elogiato fin dal Cinquecento, epoca in cui il rapporto tra sapere e sapore era ben fecondo. Sarà per via di quel marchio d’origine se da adulta son diventata una studiosa dei ghiotti intrecci di arte e letteratura, proprio quelli tanto ben espressi nella grande modernità cinque-secentesca?


Signaturæ fatali a parte, la mia passione per il visivo – e per la pittura soprattutto – risale all’infanzia e assai presto si è intrecciata con l’amore per lettere e parole. Dopo la maturità classica, sono andata a studiare a Parma e, incontrando Marzio Pieri, direttore del Centro Studi Archivio Barocco, ho trovato un contesto congeniale dar un po’ di regola alla mia attitudine alla trasversalità e alle mie scapataggini critico-creative.


Tornata in Piemonte dopo la laurea in Lettere moderne (1996), e senza interrompere fino al 2003 la collaborazione con l’Università di Parma come Cultore della materia, dal 1998 ho iniziato a lavorare nel settore della promozione turistica e della divulgazione a Vercelli e dintorni, appassionandomi perdutamente al mestiere di guida, che, appena posso, svolgo tuttora per mostre e viaggi, quando gruppi di privati o associazioni mi ingaggiano.


Vivo a Torino dal 2001, città dove mi sono trasferita dopo aver vinto un concorso di Dottorato di ricerca (il titolo l’ho conseguito nel 2004 sotto la guida di Marziano Guglielminetti). All’Università di Torino ho lavorato con vari incarichi fino al 2008, poi sono diventata – come dicono un po’ ridicolmente i giornalisti (e, ah, dal 2002 son iscritta all’Ordine come Pubblicista) – «imprenditrice di me stessa», lavorando da libera professionista come esperta e consulente di enti pubblici e privati e iniziando al contempo un nuovo filone professionale nell’editoria, collaborando come redattrice del settore libri di Umberto Allemandi & C., come curatrice editoriale con Nino Aragno Editore e come recensora per «Il Giornale dell’Arte».


Oggi continuo, quando posso e come posso, a fare la guida, la conferenziera, la redattrice e – su tutto – a essere una studiosa (ma quello è un habitus, non un mestiere), arsa dalla fausta febbre di incendiare nei miei clienti, committenti e viaggiatori il desiderio di sapere.


Diceva Montaigne (Essais, III, 13) che, non potendo fermarsi in sé, uno spirito generoso tende sempre a spandersi e spendersi oltre le proprie forze, «ses poursuites sont sans terme, et sans forme; son aliment c’est admiration, chasse, ambiguité»: stupore, caccia, ambiguità son motto perfetto per un Sagittario (e ci scappa il cenno a un’altra signatura che m’impronta forse il destino), l’essere binaturato che è pedagogo, medico divino, guida che, puntata la freccia, muove – sans terme – a inseguire qualche altrove cui ne succederà sempre un altro e un altro e un altro ancora...